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		<title>Protege Wiki - User contributions [en]</title>
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		<updated>2026-04-16T21:48:25Z</updated>
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		<title>User talk:Gpdimonderose</title>
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				<updated>2008-07-17T14:41:41Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;Gpdimonderose: gpdimonderose&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;transtabilità....................................................................................................................................... del transKaos, morfogenesi transvisibile dell’invisibile, transkoinè, linguaggio comune transetico e   dynamico dell’indicibile, dell’inaudito, transmistero dell’indecidibile, transmistico svelato del sublime  eternamente ed infinitamente transinterpretato in   transermeneutica del vuoto silenzio della singolarità del sublime, quale storia  del sublime.&lt;br /&gt;
La storia  dell’Essere sublime è la storia dell’abbandono, della kriptazione, della translatenza, del  transoblio dell’Essere sublime   ontologico nell’Essere  sublime animato: sia quale transvivenza dell’Esserci, sia quale transvivenza della mondanità eterna, transfinita, transmitica, transindicibile, transinaudita.&lt;br /&gt;
L’Essere   sublime  che  viene in-contro o che si in-contra è l’essere animato che dalla latenza kriptata, transcustodita, transcurata, della radura della Topologia dell’Essere  sublime, si transeventua imperativamente quale transmisura del transtempo e del  transpazio, della  dynamis e della  transestetica, del transkosmo e del transKaos, del bene e del male.&lt;br /&gt;
Ma quella transgettatezza dell’Essere  sublime non è semplicemente imperativo metafisico della volontà di transpotenza,  quella è solo la sua metamorfosi transteocratica, transinfluente, altrimenti il sublime sarebbe solo una delle transvarietà transermeneutiche, transepistemiche, transestetiche, l’Essere transgettati, quale sublime dell’Essere animato dà transtabilità alla più transcomplessa Ontoteologia o Teoontologia  della  dynamis  sublime.&lt;br /&gt;
Aldilà del bene e del male, anzi quale transfondatezza che transeventua ora l’uno ora l’altro o transannienta sia l’unità, sia l’alterità la storia che si getta, quale storia del sublime si presenta sempre nella sua transvarietà ontoteologica transinfluente che si dà, che ci viene in-contro, che si in-contra nei transentieri ininterrotti del sublime, quale metastabilità del transKaos, orizzonte transprospettico dell’Essere sublime  animato che dà transenso all’Esserci  sublime, alla transvivenza, alla transcreazione, alla transmondità, all’aldilà.&lt;br /&gt;
L’Essere sublime  animato che si in-contra si getta nell’Esserci, nel transmondo, nella transvivenza quale transimpianto transimperativo transtabile della volontà di transpotenza dell’Essere sublime: è la Gestell dell’Essere sublime  animato che ci viene in-contro, non quella metafisica, o transetica, transepistemica, ma quella metastabilità che annienta il Kaos, il nulla, il niente oltrechè l’Esserci preesistente, per fondare la Topologia del sublime dal nulla, dal  transinvisibile, dal  transinaudito, dal vuoto transcosmico.&lt;br /&gt;
La Topologia dell’Essere sublime che ci in-contra transabita transmistericamente il fondamento dell’Essere  sublime animato, dell’Esserci della transvivenza del transmondo: transabita la transtabilità della Gestell  sublime quale venire in-contro della presenza che ci in-contra nell’Essenza dell’Essere   sublime.&lt;br /&gt;
La transtabilità dell’Essere sublime  animato è la storia del sublime quale  transkaos e transonanza che si presenta davanti di fronte al transKaos per Essere sublime Gestell topologica della radura, del vuoto dell’invisibile, dell’indicibile, dell’inaudito: la storia del sublime è la storia dell’Essere di fronte al transKaos, quale Essere sublime  animato che ci viene in-contro e che si in-contra nella essenza della transvivenza, dell’Esserci, della transmondità   dynamica  sublime.&lt;br /&gt;
La storia del sublime è la storia sia   sublime  della metastabilità dell’Essere  sublime animato che si presenta, si transeventua, ci in-contra nella transfondatezza dell’Essere  sublime, dell’Esserci quale transvivenza, del transmondo, dell’Essere sublime   aldilà.&lt;br /&gt;
Il Metaodos-dynamis è il transentiero ininterrotto del Gegenstand  sublime  o  fondale transphysis: eterno ritorno della transonanza dell’Essere  sublime che ci viene in-contro, e che si transgetta alla presenza dell’Essere  sublime che si in-contra di fronte, dinanzi, quale transevento dell’Essere sublime   animato.   Il transgettarsi incontro nella metastabilità della presenza sia quale volontà di presenza o teocrazia,sia quale dono della transmisura del sublime o Ontoteologia, la storia  del sublime dà transenso all’imperativo transcategorico del Gegenkaos Essere di fronte, davanti, incontro al transKaos del transmondo.&lt;br /&gt;
Ma la sua presenza si transeventua anche nel transgettare nell’essenza del fondamento dell’Esserci e della transvivenza l’incontro dell’Essere  sublime  animato, quale Topologia dell’Essere   sublime   o transvarietà dell’Essere ontologico.&lt;br /&gt;
La storia del sublime sarà la storia dell’interfaccia, intervolto, interessere animato che ci viene incontro nel transentiero dell’Essere  sublime. Il campo del sublime è il transvolto dell’interessere sublime topologico animato.  I transentieri del campo del sublime sono la transonanza dell’eterno ritorno della storia del sublime-dynamis.&lt;br /&gt;
Il campo   sublime è l’intervarietà della Topologia dell’Essere quale campo metamorfico che dà ortogonalità all’abisso, dà la transvisione dell’Essere   sublime  animato all’invisibile, dà ascolto al silenzio inaudito, dà transenso al sublime che  transgetta i  transentieri dell’essere  sublime animato nell’Abgrundynamis, nel senza fondo delle fondamenta dell’Essere: il campo mitiko è la Gestell-dynamis dell’Abgrundynamis,  transimpianto della metastabilità che s’eventua nei transentieri dell’abisso.&lt;br /&gt;
La storia del sublime è la storia del campo dynamico, quale intervarietà della topologia dell’essere sublime animato.&lt;br /&gt;
Il campo sublime   è la metastabilità, la Gestell dell’abisso, dell’Abgrundynamis, dell’interessere, dell’intervolto, della   transfaccia ortogonale imperativa dell’aldilà che si transeventua quale vuoto transcosmico, radura dell’invisibile, silenzio dell’inaudito, transindicibile. Il campo dynamico del sublime è la transonanza dell’eterno ritorno dell’Essere sublime  animato che si transgetta nella storia quale storia del sublime-dynamis.&lt;br /&gt;
Il campo   dynamico  del mondo è la Gestell-dynamis sublime  nell’Abgrundynamis, quale ortogonalità imperativa senza fondo nell’aldilà, oltre l’orizzonte, oltre il tramonto della storia, oltre la fine della storia, oltre l’eclisse del mondo della storia classica.Il campo   dynamico del sublime, la Gestell   sublime, l’impianto   sublime ove l’Essere animato che avviene, si transgetta dall’aldilà, ci viene in-contro e si incontra nella Gegenstand  sublime o  fondale  transphysico, quale Essere  sublime   aldilà che si presenza di fronte, davanti, dinanzi quale  transvolto, dell’invisibile, indicibile, inaudito del  sublime nella volontà di transpotenza metafisica transinfluente, nella  dynamis, nell’Estetica, nella Noetica, nell’Ermeneutica.Il campo del sublime   dynamico si presenta sempre aldilà &lt;br /&gt;
della semplice teocrazia, quale volontà di transpotenza della metafisica ideale dell’aldilà, nella sua transvarietà di ontoteologia o Teontologia: transevento che si incontra nei transentieri   dynamici della transgettatezza dell’interessere animato quale   transvolto   transimmagine dell’Abgrundynamis, dell’Essere sublime  abissale che si in-contra nella radura topologica, nel vuoto ontologico, transcosmico, nelle singolarità nichiliste della transcronotopia dynamica  transimmaginaria.  La differenza ontologica tra il campo dynamico della storia   sublime e la storia classica del sublime si transeventua nella differenza tra la storia della volontà di potenza dell’Esserci metafisico e la storia della Topologia dell’Essere  sublime animato che ci viene incontro, che si in-contra, di fronte quale Gegenstand   sublime  o  fondale  transphysico dell’aldilà, dell’abisso  sublime, quale matastabilità, Gestell   sublime  dell’Abgrundynamis.&lt;br /&gt;
La storia del   sublime  dynamico è la storia  dell’immagine dell’Essere   sublime  che ci in-contra di fronte:  transvolto dell’immagine, transdynamis.Il campo del sublime è la   dynamis dell’abisso che ci sta sempre di fronte, ci transabita e che ci in-contra quale aldilà.   Ma il campo dynamico del sublime, si presenta anche quale metastabilità, transimpianto, struttura ontologica,in qualità di salvezza, cura, pensiero dynamico della Physis   sublime.&lt;br /&gt;
La storia del campo dynamico del sublime è anche la storia dell’Essere  sublime:  nella sua transvarietà di   dynamis, di transimmagine dell’Essere sublime  animato, mai quale volontà di transpotenza della metafisica dell’immagine del mondo.&lt;br /&gt;
Anzi il campo   dynamico del sublime con la sua   dynamis transinfluenza la transmondità, mai può essere soggetto, giacchè la sua fondatezza si disvela sempre dalla metastabilità dell’abisso, dell’invisibile, dell’indicibile, dell’inaudito, dell’aldilà   i   quali si presentano di fronte, davanti, in-contro alla mondanità, e si transgettano nella sua transfondatezza senza essere mai fondati.&lt;br /&gt;
In quel senso il campo   dynamico del sublime è   transdynamico, è più  dynamico, dalle transimmagini del mondo: la storia  del sublime   è la  dynamis  della volontà di transpotenza della metafisica nichilista, della fine della storia; è più dynamica, giacchè abbandona le transimmagini del mondo per transgettare in-contro le transimmagini dell’Essere sublime   animato.   Il campo   sublime non è stato, e non sarà mai una nuova metafisica, se mai è la Teontologia, senza essere ontologica: si transeventua invece quale alterità, senza essere differenza, e quale relatività senza essere dispiegamento.&lt;br /&gt;
Il campo   dynamico del   sublime è la radura ove si transgetta e si incontra sempre di fronte l’evento dell’immagine dell’Essere sublime   animato.La storia del sublime è la storia dell’accadere della presenza, volontà e transpotenza dell’immagine dell’Essere  sublime  che si dispiega dall’abisso, dall’aldilà, dall’invisibile, dall’indicibile, dall’inaudito: che decostruisce il transtempo e l’immagine del mondo, dell’Esserci, della metafisica imperante nichilista.&lt;br /&gt;
Il campo   dynamico del sublime crea il  transpazio alla   dynamis che si transeventua dalla metastabilità dell’Abgrundynamis, ma non dà fondatezza alla Grundynamis sublime: si svela in-contro, di fronte, in relatività, quale immagine dell’Essere sublime   mai fondata, né fondabile dalla immagine del mondo, o dell’Esserci, o della Physis: Teontologia della   dynamis quale transvolto,   transvarietà della Ikona-dynamis del   sublime dynamico.Il campo  dynamico del sublime della Physis è la storia della differenza del venirci in-contro dell’Essere e del suo transgettarsi nel mondo, nella Physis sublime  transcosmica: in qualità di transimmagine dell’Essere che si transeventua, quale Essere sublime   animato metastabile della   transvarietà dell’Abgrundynamis: nella sua transvarietà della semplice transgettatezza nella storia dell’Esserci, o dell’Essere sublime  nel   mondo.&lt;br /&gt;
Mai mondo nell’Essere o volontà d’Essere mondità dell’immagine dell’Essere.Daseyn e   dynamis  sono i sentieri del campo   dynamico del sublime ove si eventua l’in-contro la Gegendynamis della Physis  sublime ontologica .Lì la   transonanza dell’Essere sublime   che ci in-contra, dà transenso alla Teontologia, quale alterità della metafisica nichilista, in relatività con l’ontologia   dynamica della Physis sublime .La storia di quell’in-contro si in-contra nella   transonanza della storia del sublime, quale storia dell’immagine d’Essere sublime   che si transgetta di fronte all’immagine del mondo o dell’Esserci:   dynamis   sublime  che si transgetta in-contro al Daseyn.   Il campo  dynamico del sublime della Physis è quella Topologia ove la storia   sublime si eventua quale   dynamis del Daseyn, ed anche dell’immagine del mondo, attraverso l’immagine dell’Essere  sublime  animato in relatività con l’immagine dell’Essere che si transgetta dall’aldilà, dall’invisibile, dall’abisso, Abgrundynamis, indicibile.   Ma il campo dynamico del sublime della Physis ontologica è anche la Topologia metastabile della abgrundynamis: immagine dell’abisso dell’Essere o dell’Essere abissale che si transgetta nella storia del sublime  o transcendenza ontologica   delle  idee  sublimi   della  filosofia  sublime   o struttura ontologica  del sublime   o   essere-sublime-nel-mondo . &lt;br /&gt;
Dasein sublime  come la struttura ontologica transcendente  del  sublime  o   transcendenza   sublime  dell' essere,   o transcendenza come essere-sublime-nel-mondo   o   sublime  trascendenza   dell'essere   quale trascendenza del Dasein  o Transzendenz des Daseins    come  &amp;quot;idea di essere&amp;quot; sublime.    Dasein, l'idea di essere sublime  che transcende tutti gli esseri,  Dasein sublime  quale transcendenza nel mondo   o  la transcendenza sublime  del  Dasein. La transcendenza sublime   è   la trascendenza   dell'&amp;quot;idea di essere&amp;quot;  in  interazione  spazio-temporale  o   transcendenza spaziotemporale                sublime   in interazione con l'essere   ontologico:  quale   caos  della notte  sublime,   in  interazione con il mondo  del  sublime. Il mondo è  sublime tempo-spazio-sublime.&lt;br /&gt;
In qualità di abgrundynamis il campo  dynamico del  sublime si metastabilizza in gestelldynamis, ikona della sua struttura ontologica, ove si eventua l’incontro tra l’Essere sublime  animato,   dynamis  e l’immagine dell’Esserci  sublime.Il campo dynamico  del sublime della Physis è al tempo stesso stabile ed instabile:la sua stabilità è relativa all’Essere sublime  animato che si transeventua quale essere  sublime: dall’abisso sublime   dell’Essere ci viene incontro e in-contra l’Esserci ed il mondo, la Physis  sublime e la sua struttura ontologica.&lt;br /&gt;
E’ stabile nella Gestell sublime  dell’immagine dell’Essere  sublime   ma instabile nell’Abgrundynamis intermittente la Gegendynamis,quale risonanza dell’Essere  sublime  dynamico della Physis.L’anfibologia del campo  dynamico del sublime dà alla sua Gestelldynamis l’essenza della metastabilità in relatività con l’ontologia, quale Teontologia, in relatività con l’immagine dell’Esserci e del mondo quale teokrazia della storia classica del  sublime.Quella differenza è essenziale, perché crea la biforcazione tra l’immagine della storia sublime e l’immagine del mondo della storia del sublime della Physis. Il sentiero nel campo dynamico del sublime dell’immagine della storia del sublime della Physis è stato interrotto, giacchè la storia si è dispiegata, ed anche, o immagine della volontà di transpotenza della metafisica o teocrazia.La Teontologia, quale immagine dell’Essere sublime che si getta nella immagine della storia del sublime non è più presente né nel mondo, né nel   dynamico mondo, né nel mondo transdynamico, né nell’Esserci del  dynamico campo del sublime della Physis. Solo la libertà di ricerca eventuerà nel futuro un’immagine della storia del sublime quale gettatezza dell’Essere  sublime animato, che si disvela dall’abisso dell’aldilà.Solo così il campo  dynamico del sublime  della Physis quale campo animato dell’immagine o interimmagine della storia del  sublime transeventua la storia del mondo animato, mentre fin’ora la storia del   sublime si è presentata nell’interpretazione dell’immagine del mondo transimperativa e  transinfluente, quale volontà di transpotenza metafisica sull’immagine della storia del   sublime della Physis.Nella storia del sublime della Physis si transeventua una transinterferenza: quale immagine della storia del campo  dynamico del sublime che dà la misura non solo al mondo, all’immagine del mondo, all’Esserci, alla  dynamis, al nulla ma anche purtroppo all’essenza fondamentale dell’Essere, la storia  sublime   dynamica, esprime, disvela la verità, ma anche la occulta, la oblia, la kripta sotto la parvenza della cura, della latenza che custodisce conserva, accudisce, consacra e contempla. L’interferenza ontologica nella differenza transermeneutica del campo dynamico del sublime della Physis dà la misura della sua volontà di transpotenza imperativa transkategorica, ma anche la valenza dell’Esser   sublime quale sentiero, dinamica  di svelatezza della  transdynamis, di contemplazione che dekripta l’evento dell’incontro che ci incontra nel chiasma dell’Essere  sublime animato, quali immagine in relatività con l’Essere sublime  ontologico.Quella transinterferenza che appare originariamente nel campo dynamico del sublime della Physis,  si transeventua in altri campi quale la   transPhysis o la transkoinè, disvela la differenza ontologica tra l’Essere-sé dell’Esserci nel mondo e l’esser-sé quale  transdynamis: nella storia del sublime della Physis c’è sempre la trivarietà della Topologia dell’Essere: transSeyn, transDaseyn, transdynamis ove l’Esserci o l’Essere è indeterminato, ma sempre in relatività quale transDynamis: Esserci sempre nell’Essere-sè e nell’Essere al di là dal sé, transdynamis, senza paradossi di identità o di principi logici di contradizione, anzi quelle transevenienze non fanno altro che confortare l’imperativo transcategorico del campo dynamico del sublime della Physis.&lt;br /&gt;
L’interferenza di quella presenza, nel campo dynamico del  sublime ontologico della storia  del sublime della Physis dà la misura dell’ indeterminatezza, dell’invisibile, dell’infinitesimale, dell’indicibile, dell’inaudibile, del bene e del male, ma anche della transdynamis dell’adilà del bene e del male, dell’aldilà del mondo e del nulla, dell’aldilà del tempo e dello spazio, dell’aldilà della cronaca e della storia mitopoietica, dell’adilà della  transdinamica e dell’estetica, dell’aldilà della guerra e della pace.Nell’interferenza ontologica quelle transvarietà sono solo episodi transeventuali dell’immagine del campo dynamico del sublime che dà la misura dell’Esserci quale Essere-sé nell’Essere sublime animato nel mondo sublime   animato, nella Physis sublime   animata.&lt;br /&gt;
La storia  del sublime è creatrice di storia,non solo nel suo campo transdynamico del sublime della Physis, ma in generale e nel senso della globalità, quale transevento della nuova dynamis: transdinamica dell'Essere sublime  animata in qualità di transvarietà dinamica: transEsserci, Essere   sublime, Essere in relatività con l’Essere aldilà.&lt;br /&gt;
La nuova   dynamis dell'Essere sublime animata è creatrice di storia del campo dynamico del sublime  della Physis,  o   di quello transimmaginario, transvirtuale, transortogonale, metafisico transinfluente nichilista, decostruttivo, transermeneutico, transepistemico, transdynamico, transestetico, transinergetico.Il campo  dynamico del sublime  quale storia  transdynamica del sublime della Physis sarà così il fondamento della nuova  dynamis:  quale  transdynamica dell'Essere contemporaneamente, quale transdynamis, Esserci, Essere alterità nell’aldilà, Essere  sublime dell’Essere animato.Il campo  ontodynamico del sublime così è, non l’unico, ma il più evidente nella creazione della storia, sia Gestell, sia Gegen-Gestell: o meglio, e di più, è il Gegen-Stell: l’impianto della storia  sublime della Physis, struttura ontologica che ci viene incontro dall’adilà, dall’alterità, ma che ci in-contra nel sentiero dell’Essere sublime   animato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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Il Gegen-Stell, la sua struttura ontologica, è la metastabilità che ci viene incontro, quale presenza che ci incontra nel campo  ontodynamico  del mithos della Physis per impedire il declino nel nulla, nel kaos, nell’abisso, nell’Abgrundynamis.La storia mitika che crea la storia..............&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Gpdimonderose</name></author>	</entry>

	<entry>
		<id>https://protegewiki.stanford.edu/index.php?title=Talk:Transontology&amp;diff=2444</id>
		<title>Talk:Transontology</title>
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				<updated>2008-07-17T14:33:42Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;Gpdimonderose: transontology&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt; l’esserci................... è da sempre e senza-fine, per sempre e nel tra,  nella  transcendenza  temporale  exstatica  è il coincidere della struttura ontologica o gestell-sublime con la dinamica-sublime e matematica-sublime del tempo, ontologia sublime del Dasein-sublyme e   estasy-sublyme,  o  transcendenza  dinamica  del  sublime,      sia  pure quale risonanza Husserl-Agostiniana sempre   in  vista  della  transcendenza  fenomenica  dinamica per  la  transcendenza  epistemica  o ogni com-prensione del sublime-temporale-in-estasy o ontocronia-sublime: Il tempo-sublyme non è né oggettivo né soggettivo, né naturale né della physis ma dell'esserci sublime quale ontocronia-in-estasy:enigma sublime del tempo-sublyme  sempre senza-fine,  quale  transcendenza  enigmatica  della  ontocronia  sublime . Un enigma che si chiarisce com-prendendo che il tempo, o lo spazio o lo spaziotempo,   o  la  transcendenza   ontokronotopica   non siano una cosa o una entità,   ma un accadere di processi nel mondo,  una  transcendenza  spazio-temporale,   un eventuarsi dell'ontocronia dell'estasy sublyme, i quali acquistano il loro significato solo nell’esserci-sublyme proteso alla cura, destinato a finire senza la fine e sapiente di tale finitezza poiché “si dà” verità,   c'è   transcendenza  dell'aletheia  solo nella misura  o  dismisura e fintanto  ché vi è dell’esserci . L’essere nel mondo da parte dell’esserci consiste nel suo abitare poeticamente il sublime,   o  essere-in-vista-della-transcendenza sublyme:  ha la  sua   fondatezza nell’ontologia dell’esserci ,  o  meglio   la  sua  transcendenza  fondante  si  eventua  nella  transcendenza  dell'esserci,   nella  struttura  ontologica  della  transcendenza  sublyme,  nel costituire una struttura ontologica sublime che è una donazione di senso al mondo sublime, senza-fine, senza fondale, abissale «ist kein Ding, keine Substanz, kein Gegestand», non è una cosa, una sostanza o un oggetto ma   è data come attuatrice di atti intenzionali  nel  plesso  della  transcendenza  della singolarità   di senso:    ogni ente dal modo d’essere difforme dall’esserci va concepito come insensato, per essenza destituito di qualunque senso  o  c'è  solo  la   transcendenza  del  senso .&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La non cosalità dell’esserci-sublime, sia quale matematica infinita sublime, sia quale dinamica estatika sublime è la fondatezza   della  trascendenza  della  singolarità  anche del suo essere-sublime-spaziale, quasi la kantiana dasein dell'essere-nello-spazio: l’esserci stesso, nel suo essere-nel-mondo, è “spaziale”   o dasein-spaziale-sublyme-in-estasy: l’esserci occupa, letteralmente, lo spazio. Non è affatto soltanto sussunto   nella porzione spaziale riempita dal suo corpo . La spazialità dell’esserci-sublyme non consiste in un semplice occupare luoghi,     ma nell’apertura di senso che si inoltra nella radura sublime illuminandola. Ecco perché l’esserci-sublyme è  nel  contempo   sublime spaziale in senso originario e    la dimostrazione che questa spazialità è esistenzialmente possibile solo grazie alla temporalità non può prefiggersi di dedurre lo spazio dal tempo, o di risolverlo in puro tempo.   Lì  si  disvelò  la  trascendenza   quasi  ontologica in Kant: un'ontologia, ovvero di una teoria dell'ente   o  essere  dell'ente  che   dispiegasse la filosofia trascendentale verso la   problematica  della singolarità   in  trascendenza   dell'ente, della teleologia, dell'esperienza estetica, dell'intersoggettività,   la  destinanza  della trascendenza  è al contempo una nuova comprensione epistemica  della  natura. Il Giudizio  o  logos  quale  metafisica  della  verità  è una ragione che si trasforma, individuando  la presenza di un carattere &amp;quot;significativo&amp;quot; nell'esperienza della bellezza   trascendente  o  della  purezza  aderente in   natura, ma comprendendola come un'esperienza diversa e non subordinata a quella concettuale, che  prima   era il paradigma d'ogni significatività   quale  apriorità  epistemica. E' una ragione che scopre un principio d'orientamento dello stesso operare concettuale, che dispiega l'ontogenesi di concetti, ma rinuncia a farne una legge  epistemica . E' una ragione  della  purezza  della  trascendenza che si trasforma   in  un accordo possibile su esperienze non concettuali,   per  cercare  di trovare il principio di una  idea  filosofica trascendentale come tentativo di dar forma ad un'ontologia: quale  nuova  teoria kantiana dell'esistenza  o  dasein-analytik, che intenda presentare  una  formula kantiana del problema ontologico    dell'esserci,   esigenza   che  si  disveli   dalla critica  epocale dell'ontoteologia svolta da Kant, quanto dal nuovo senso di esistenza   o  dasein-analytik-ermeneutica kantiana : concetti e termini come quelli di posizione,  determinazione completa, riflessione, forma, simbolo, esistenza, ovvero la problematica di una ontologia trascendentale delle categorie o lo stesso statuto ontologico dell'ente fenomenico: la deduzione è  una ontologia della  trascendenza   in senso non soggettivistico. L'intreccio tra soggetto  della  purezza  e  della  trascendenza  ontologica  kantiana mostra  la possibilità d'identificazione di un ente della  singolarità   in  trascendenza e   d'esistenza,  quale  dasein-analytik   e   comporta la possibilità di far valere l'intero complesso delle forme: l'Analitica viene a delineare una ontologia delle condizioni di senso dell'uso delle forme  ontologiche: la costituzione categoriale dell'oggetto in generale  prende la forma   dell'ontologia    della  trascendenza  del fenomeno.  Il Giudizio   o  metafisica  della  verità    riflettente,    Reflexion,   la teoria    o  logos della riflessione trascendentale ,   concetti della riflessione:  problematica del   gegenstand  o   dell'oggettualità empirica costringono     all'accentuare  i presupposti ontologici impliciti nella funzione del giudicare   trascendentale delle categorie: fenomeni che consentano ogni esistenza   della  singolarità  in  trascendenza, che è centrale per l'ontologia   della  trascendenza, ma che lo sarà ancora di più nel contesto della Critica del Giudizio o  della  critica  della  metafisica  della  verità. La teoria dell'ideale  quale   spazio di indeterminatezza della fondazione categoriale-non-categoriale tra i fenomeni della singolarità   in  trascendenza,  problematica della indeterminatezza  che configura ormai un'ontologia   della  trascendenza  distinta da quella dell'oggetto in generale, che può essere definita un'ontologia del &amp;quot;mondo&amp;quot;, in    trascendenza  fenomenica, nel senso di una teoria dell'orizzonte   o  di  una  ontologia  della trascendenza  della mondità,  quale  fondale  o  hyntergrund  o  abgrund   abissale. L'unica forma  in cui il principio di finalità si manifesta in forma pura,  è l'estetica. Giudizio   o  metafisica  della  verità  ed estetica e nesso tra Giudizio  o  logos  e sentimento del piacere non è  più quello della natura intenzionale del Giudizio, contrapposta a quella dell'intelletto. La logica del giudizio estetico  o  metafisica  della  verità  estetica   prevede piuttosto un atteggiamento inintenzionale del Giudizio, che ha luogo in un riferimento non-predicativo all'ente della  singolarità  in  trascendenza,  prima di ogni sua comparazione: giudizio   che  si compie per mezzo della percezione in accordo tra immaginazione   della  trascendenza   e    trascendenza  epistemica  o  intelletto  quale  senso di una percezione nel piacere estetico,  paradossi che qui possono crearsi con la distinzione tra esperienza estetica e coscienza estetica:   il momento estetico si intreccia e rischia di confondersi con quello conoscitivo: il problema del senso cognitivo dell'esperienza estetica o della condizione estetica della conoscenza    quale  a  priori   o principio estetico,   apriori-epistemico  sussunto  nell'apriori-estetico. Analitica della bellezza  ma  sopratutto  l'analitica  del  sublime    svela  un'immagine  estetica-ontologica della dimensione  profonda    dell'ontologia  della  libertà:  una nuova prospettiva capace di estendere l'ontologia del fenomeno nell'estetica è una dimensione del fenomeno che può rivelarsi solo  al di fuori dell'epistemico   conoscitivo, quale singolarità in  trascendenza   dell'ente: estensione quantitativa e qualitativa  si coniuga con la bella forma: esistenza e   aderenza  nel  gegenstand ontologico del Giudizio della ontologia problematica del soprasensibile. L'esperienza estetica indica il  paradigma di un evento  della  tanscendenza   o  ereignis:  orizzonte che non è né natura né libertà e che si presenta come un  fondamento indeterminato, che non può essere esplicitato, ma a cui è necessario fare riferimento:  è  la  transcendenza-sublyme ontologica  della  libertà. Fenomenologia, Empirismo tradizionale ed  Razionalismo sono inadeguati per descrivere la   trascendenza-sublime   fenomenica  ontologica   della   percezione. L'empirismo   crede   che l'esperienza  sia   la fonte primaria di conoscenza, e quella conoscenza è dedotta da percezioni sensorie. Il razionalismo pensa   che la ragione sia   la fonte primaria di conoscenza, e   che  quella conoscenza non dipenda   da percezioni sensorie. Ma  l'Empirismo tradizionale non spiega come la natura di coscienza determini   le  percezioni, il Razionalismo non spiega la natura delle percezioni  determinanti  la coscienza:   un giudizio può essere definito come una percezione di una relazione tra alcuni oggetti di percezione. Un giudizio può essere un'interpretazione logica di segnali presentata da percezioni sensorie. Ma il giudizio non   è una pura   attività logica, né una pura   attività sensoria. I Giudizi universali possono  trascendere ragioni ed esperimenti.&lt;br /&gt;
La percezione non è pura sensazione, né è pura interpretazione. L'esperienza può essere riflessiva o   ariflettente. L'esperienza ariflettente può essere conosciuta da una  riflessione sussunta. La riflessione può essere consapevole  come se  fosse  un'esperienza. La riflessione può essere anche un modo per capire e strutturare   esperimenti.&lt;br /&gt;
La riflessione ha un orizzonte interno nella coscienza ed un orizzonte esterno nella mondità: riflettono l'un l'altro  tempo e spazio,   influenza l'uno   e   l'altro. La spatialità del corpo   animato  dell'esserci  nell'analytik-dasein, o l'immagine del corpo    animato   quale  singolarità   in  trascendenza è influente   nella  intenzionalità   del   corpo  animato,  quale  trascendenza  della spazialità:   è   l'origine della  dinamica  della  trascendenza   ontologica influente   sulla  sublimità   spaziale. Pensieri che non possono essere espressi sono temporaneamente inconsci. Pensieri che possono essere espressi possono divenire consapevoli o  divenire consapevoli  prima  che  siano  espressi. Ogni sensazione appartiene ad un campo sensorio. Il concetto di un campo sensorio implica che tutti i sensi siamo   trascendenze spaziali, e che tutti gli oggetti sensori      trascendenze  dello spazio. Ogni oggetto  percepito appartiene ad un campo di altri oggetti che non sono percepiti. Ogni sensazione percepita appartiene ad un campo di altre sensazioni che non sono percepite simultaneamente dal soggetto.  Lo spazio può essere definito come una forma dell'esperienza esterna, piuttosto che come una  ilemorfia   fisica  ove siano sistemati oggetti esterni. Le relazioni tra oggetti nello spazio sono rivelate dall'esperienza del soggetto che percepisce. Un campo di percezione  estetica  è un campo dove le percezioni sono presenti  nella  trascendenza   temporale e spaziale.  Le percezioni possono essere  trascendenze  fenomeniche  come un fenomeno   ontico,  o  ontologico  della  singolarità   in  trascendenza    quale   trascendenza  della  libertà     ontologica. La libertà   è   l'essere-in-un-mondo    per   essere  la trascendenza  della  libertà.   Se l’esserci-sublyme è spazio-tempo-sublime o ontocronia sublyme in estasy lo è perché è una sublymanza spazio-temporale:   come senso dell’essere di quell’ente che chiamiamo esserci, viene indicata la temporalità    o spazialità sublyme.     Sublime   la messa in chiaro della   contrastanza d’essere dell’esserci:  nel  sublime  c'è  l'apprensività,  l'intuizione  e  la  comprensione  dell'intenzionalità   della  kurvatura  dello  spazio-tempo cosmico   e  kaosmico,  cronologico  irreversibile  e  kairologico  reversibile   nel  mikro  e  nel  macro  infinito  ed  infinitesimo.    Forse   chi  per  primo   eventuò  la  differenza  tra  spazio  tempo  intramonade  in  supersimmetria   con  lo  spazio  tempo  della  mondità  disvelò  il  sublime   leibniziano  o  meglio,   la  domanda   leibniziana   risuona:     perchè   esiste  il  sublime   piuttosto   che  il  nulla,    perchè   c'è   la  bellezza  piuttosto  che  il  niente,   perchè   si  dà   il  sublime  piuttosto   che  la   bellezza,   perchè   c'è  l'evento  del  sublime,   perchè   c'è   l'estasy   sublime,   perchè   c'è   la   fenomenica  sublime  o  la  noumenica  sublime   o   la   metafisica  del  sublime   o   l'analitica  del  sublime  o  l'ermeneutica  del  sublime   o  la  mitologia del  sublime   o   l'ontoteologia   o  l'ontica  del  sublime?   Quando   si   svelino  quelle  domande  si  è  di  fronte  all'ontologos  leibniziano   del  sublime  immaginario. Leibniz scrisse un frammento sull'apocatastasi  o  reintegrazione finale di tutte le cose,  Apokatastasis, nella storia  ci sono dei salti, dei varchi, dei momenti di sospensione, ed è lí che si nasconde Dio, pronto ad agire secondo un suo disegno lungimirante. Ciò che sembra un continuum in realtà è un discretum:   l'apparente ripetizione dell'identico non impedisce lo sviluppo di piccolissime virtualità nascoste:   lì  si  kripta  il  sublime   infinitesimo   e  si  svela   in una spirale che ascenda verso l'apocatastasy arcana e sublime o   mente di Dio   o  essere  sublime   apocatastasy  nella mente di Dio,    quale  supersimmetria   tra  la  monade  divina   e  la  monade  mondità  nella  monade  infinitesima  del  dasein-analytik  quale discrepanza e asimmetria   o  contemplatezza  riflettente. Ma  c'è anche il nulla   ed  il  nulla   è il nulla   nell'intramonade  divina  o  della  mondità  o  dell'esserci, quale infinitamente  niente     o  nulla  abissalità  sublime   dell'essere che c'è,  si  eventua,   si  dà   quale nulla   sublime    o  essere sublime  che  si  gettano  nel  fondamento,   nel fondo dell'essere quasi  ci  fosse   una specie di doppiofondo,   una  bistabilità  abissale tratto fuori dal nulla  sublime liberamente:  è  il  trarre il mondo dal nulla in modo perfettamente razionale, perfettamente legittimo, quale doppiofondo. Fondamento di ciò che è è la sua ragion d'essere. Ma fondamento del fondamento è la libertà, il mondo è fondato sulla libertà   della purezza  dell' evento  sublime,    una paradossale vicenda quale variante leibniziana dell'argomento ontologico  del nulla  sublime:  eventi    del  sublime  che accadono,   si  eventuano  dal  trarre fuori dal nulla, o meglio dalla  mente   sublime  divina  della  musa  Kalypso, in forma di    sublime: s'est trouvé tout inventé dans l'entendement divin avec une infinité d'autres, parce que cette suite d'evenements non è verità? Ed è  la libertà, che è ma poteva non essere intrascendibile, privo di crepe e fratture entro cui spiri il vento dell'infinito  sublime  o   del  sublime  infinito della libertà del tempo   o  l'oggetto  infinito  quale   gegenstand  infinito  o    ob-getto   sublime  di  Ricoeur declinato secondo paradigmi e stilemi    sublimi,   o essere una condizione dell'esistenza temporale  sublime   dell'estasi  dell'apokatastasy  leibniziana  o  di Agostino  il  quale nei   suoi celebri paradossi sull'esperienza del tempo  sublime   disvela  l'esistenza   di  un oggetto  sublime  quale  infinito   sublime    paradoxale: il tempo  sublime non è mai quello che è, non è presente quando è presente, non è passato quando è passato, e quindi pretendere di misurarlo è come pretendere di misurare ciò che si sottrae a qualsiasi misura,  giacchè  si   svela  sempre   quale  dismisura  sublime paradoxale.     Aristotele  nella sua Poetica   spiega  un concetto temporalmente determinato qual è quello di imitazione, non solo non comporta alcun riferimento alla rappresentazione  physis,  semmai la sospende o la stravolge:    l'imitazione è anzitutto imitazione di azioni che per loro natura scorrono lungo l'asse del tempo, ma azioni il cui contenuto è il mito   sublime,   la  mitologia  sublime   della  musa  Kalypso,  giacchè  fondata   sul  gegestand  infinito  o  con  possibili  interpretanza   infinite. La poetica-sublime   e la physis-sublime appartengono a due regioni ontologicamente separate,  distinte   e incongruenti,    ma  in  un  chiasma   moebiusiano: la poetica-sublime   svela   eventi che sono per l'esserci  sensibilità   e destinanza, la   physis-sublime  invece si   dà   quale  tempo   o misura del movimento dei corpi nello spazio  o   dynamis   sublime,  perciò   la  differenza  è   fenomenologica   o  ontica,   ma  non   ontologica  nel  senso   della  dynamis   dell'essere  dell'ente,   quali   eventi   del  sublime, eventi    che   presentano una sostanziale identità di struttura  ontologica: sono ontologia   della  disvelatezza   della luce,   quale ermeneutica della differenza e della contraddizione, per cui il senso  si mostra negli opposti come altro da sé,  inesauribile,  capace di negarsi. Estasi della filosofia   del  sublime:  quale   interpretanza  infinita  che interroghi l'infinito trascorrere della  formattanza  sublime:   evento   che  si  eventui, nient'altro che evento,  evento che differisce da qualsiasi altro evento l'abbia preceduto.  C'è verità là dove si sostenga  che il mondo  sia   sensato  e  sensibile,    e c'è verità là dove si sostenga che il mondo   non  abbia sensibilità   ma  solo  il  logos,   o  la  metafisica   della  verità    epistemica:  non si   pensi l'essere che è e insieme l'essere che non è,  non si   pensi l'essere che diviene, perchè   c'è   la  contraddizione e dunque il totale oscuramento della verità. Parmenide inaugurò   così la metafisica   della  verità, o il pensiero che pensi l'essere:  è la metafisica   della  verità che pensi l'essere   epistemico  e  mai   l'estasy  sublime  dell'essere   abissale,  essenziale origine   del nihilismo quali phenomena   della  sublime  disvelatezza.  I  phenomena       quali  figure   nella  spazialità   infinita   o  ad  interpretanza  infinita       si  disvelano  sempre  irrudicibili  al  pensiero  calcolante  epistemici,   anzi   la  loro  presenza  è  una  continua  decostruzione    della   dynamis   sublime:  sia  quale  cronocromodinamica   quantica,   sia  quale   ontodinamica  sublime o  ontokronia  del  niente,  del  non-ente,  del  nulla. Quella   dinamica  sublime  svela  l'ontocronia  nihilista   dell'estatica Dasein-analytic  quale  topologica   sublime  del Dasein-analytic:  il Dasein   o   Dasein-Welt,   quale  essere-nella-verità   del  sublime  Dasein. I phenomena nihilisti    sono  semptre  fenomeni  sublimi  del  non-ente,  del  niente,  del  nulla,   comprensibili  senza  gli  strumenti  del  logos   o  della  sensibilità   o  della  congruenza  intuitiva,  giacchè  lì  l'entità  non  c'è,   anzi  lì  si  disvela  solo  l'abissalità  estatica   dell'essere-sublyme  quale Essenza e essenziale  Ontogenesi del Nihilismo.    Heidegger   gettò  il  nulla   quale  estatica   progettanza  dell'essere: il  Nothing   si  dà  si  eventua  quale  evento   del  nulla,   anzi   solo  il  nulla  getta  la  profondità  abissale  e  sublime,  quale ab-senza   delle  entità  spazio-temporali  sensibili  o  epistemiche  della  metafisica  della  verità  o  del  logos.   I   phenomena nihilisti  sublimi  ex-sistono, nella  loro  Ex-sistenza  che disveli  la   struttura  ontologica  dell'essere  sublime   ex-jectante  l'existenziale ex-sistenza   quale   pro-gettanza-re-gettata   presentemente  assente  dal  nulla  abissale  sublime. Heidegger   pensò  così  al  nulla  quale  evento   abissale  della  sublyme  ontodynamis.       La rosa è senza motivo, fiorisce perché fiorisce,   quale    auto-manifestarsi entità  dell'ecstasy temporale   o  estatica  della  transcendenza  in una  danza cosmica che libera &lt;br /&gt;
la luminosità intrinseca   o  la  translucenza  o   auto-organizzazione  o    Ereignis  o kronotopodynamica  nella  physis   sublime  o   dinamica  sublime  della  mondità.  Eraclito eventuò   per   prima l’essere sublime  e   poi la dynamis  sublime. Eraclito fonda la  dinamica   sublime  dello scorrere  dell’essere nel nulla.  Il pensiero   sublime  di Eraclito è ancora poetante ma nello stesso tempo  è anche  la prima   singolarità sublime   di   contrastanza   eristica: vi è contenuto il principio della   dynamis   sublime.  La  dynon-sublime     è  la  dea  sublime   dell'esserci  sublime, lì   la  singolarità   sublime   è  completezza,   lì  la  singolarità   sublime   si  dà,  si  eventua  quale   differenza   dell'ontodynamica  della  physis  sublime, lì  c'è  l'autodynamica  sublime della   differenza  nell'intrasingolarità,   lì  c'è  l'abissalità  sublime dell'essere  nell'ente   o   l'evento   sublime dell'essere  nelle  entità   mondane,   lì  c'è  il  kryptarsi   dell'essere   nelle  singolarità  della  physis  sublime, lì  c' è  il  tramonto  o  meglio  è  l'insorgenza  senza  eclisse  dell'astrophysis  che  dà  luce  e  si  dà  alla  luce  senza  tramontare.   Non  c'è  orbita  o  gravità  ma  solo  il  soggiornare sublime   senza  fine,  o  il  sorgere  della  purezza  della  transcendenza  della  physis  sublime  in  relatività  con  la  disvelatezza   sublime e  l'oblio.&lt;br /&gt;
 L’idea è la  dynamis  sublime   dell’essere stesso in sé e per sé, come ciò che è   aletheia   o  disvelatezza  sublime   o verità aristocratica e sacerdotale.    Eraklyto   di animo    variabile e    intriso  di   ambiguità  evocò  una   sibilla dalla bocca delirante   che  disse cose di cui non si ride, non addolcite né da ornamenti né da  profumi.   Il signore che   svelò  l’oracolo in Delfi non dice e non nasconde, ma   pro-getta  il  sublime:   tratti in inganno nella conoscenza del visibile, simili  a Omero, trassero in inganno : tutto quel che   si   contempla   e apprende  si lascia  lì, tutto quello che non   si  vede  o  che  è  indicibile  o  inaudito    lo   si  porta  via  giacchè  è  sublime.    La presenza in Eraclito dell' oracolo si spiegò   con l’intenzionalità di offrire una  sacralità al pensiero, quasi si trattasse di una rivelazione ermeneutica  sublime.   Eraclito    svelò  la verità  sublime  nel  logos, benché la  verità   sublime  eterna,  non la  si  comprenda   mai, né prima di udirla né&lt;br /&gt;
dopo:   così  è   il   mondo,   svelò,   ma  si   è   ignari  da svegli,  come nei  sogni  sublimi,   tale verità riflette la physis  sublime  in ogni ente,  quale   stabilità della physis-archê ontologica,  ma  non  c'è  risonanza   anche se si  ascolta: sì  è  presenti, ma assenti.    Sublime  è   il   pensiero,   è  l' ascolto   della  risonanza   dinamica   della physis sublime  che   raccolga l’intima natura della   physis   kryptata,  giacchè ama nascondersi. E   si   dà   o  si  eventua  solo nella  dynamis sublime.  Si dovrà sapere che   anche  la guerra è   sublime, e che la giustizia è contesa   sublime,  tutto avviene   nella  sublime contesa o  eristica  sublime.   Polemos  sublime o  l'eristica  dinamica  della  physis  sublime    è   l'ontogenesi  che   rivela  la  fenomenica  degli  dei  e  l'ontologia  della  libertà  dell'esserci,  quale  fondamento della   mondità  eleusina.     Eraclito  svelò  la  dinamica  sublime  dell'eristica in accordo    o   in  discordanze   discordi,   quale   bellissima  e  sublime   armonia,   concorde pur discorde: armonia   sublime di tensioni contrastanti,  come nell’arco e nella lira: questi infatti trasformandosi sono quelli, e quelli a loro volta, trasformandosi, sono  la  dynamis  sublime, concorde e discorde, armonica  e disarmonica,   dinamica   sublime  ontologica-cosmologica   che svela   la struttura ontologica  della  dinamica   sublime  cosmica;  il suo apparente caos  trova  nella  singolorità    sublime la  dinamica strutturale latente, profonda, invisibile: l’armonia sublime   invisibile è   più   pregnante  o  ontologica  della visibile.  La via in su e la via in giù sono  identiche  o  invarianti  nella  dynamis   sublime   ontologica,  così  come  è   sempre  lo  stesso  sia  il principio e sia  la fine nella  sfera.  Quella  dynamis  sublime   del mondo  è la  stessa per tutti, non  c'è  né una  per  gli dei né una  per  gli  esseri  animati  o  inanimati, ma c'è sempre stata ed è e sarà fuoco vivo in eterno, che al tempo   sublime   si accenda e al  tempo  si spenga.   Dinamica sublime    reciproca di tutte le cose col fuoco e del fuoco con tutte le cose,  con  l’oro e dell’oro.    Mutamenti   sublimi dinamici  del fuoco: dapprima mare, del mare una metà terra, l’altra soffio kosmico della  dynamis    o   cosmogonia   della   physis  sublime.   Il   kosmos dinamico sublime  è    la   physis   sublime  che  si  dà,  si  eventua   in  una propria   sublime   dinamica  strutturalmente  stabile,   si rivela in  dynamis  sublime   della physis-archê    sublime , interpretate come   sublimi metamorfosi fenomeniche dell' ontogenesi  dinamica   abissale :  come   sono  gli  insondabili confini   sublimi  dell’anima. Eraclito   svelò   così   gli  inesauribili   movimenti  dell'essere dell'ente, quale  dynamis  della physis sublime  cosmica,   quale struttura  ontologica   della bellezza-sublime della divinità o assolutezza dell'armonia  fenomenica    così  interpretata  nell'ermeneutica  eristica  della  dynamis  sublime:   le fanciulle  lungo la via che appartiene alla divinità,  con il proprio desiderio sublime  si  inoltrano nella Notte verso la luce. Alla porta dei sentieri della Notte e del Giorno le fanciulle persuadono  Dikê   nel consentire il passaggio   sublime, per la strada maestra che  porta, infine, alla  sublime dea  o  Verità  sublime, la quale  svela   la  sublime   rivelazione:    o  sublime  che  giungi,&lt;br /&gt;
rallegrati, poiché   una sorte  sublime  ti ha condotto a percorrere  il   sentiero  sublime. La divinità   sublime   parmenidea è  rivelazione della Verità  sublime. Le qualità  dinamiche   dalla dea  sublime della Verità o della Alêtheia   sublime  si  svelano  nella  sua  ontologica  disvelatezza   della   dinamica    sublime.&lt;br /&gt;
La dea è   e  si  manifesta,  si  dà  o  si  eventua  nella  dynamis  sublime.  Essere è pensare  la  dinamica  sublime:  quali siano le vie di ricerca  sublimi:l’una  è    e     non è possibile che non sia,   è il sentiero della Persuasione, perché     svela  la  dynamis  sublime  della Verità, l’altra  non è ed è necessario che non sia:  è un sentiero   ove  nulla si apprende: non  si  può conoscere ciò che non è, né  esprimerlo.  Infatti la stessa  dynamis  sublime è pensare ed essere.   La rivelazione della   dinamica   sublime della  Verità..........&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Gpdimonderose</name></author>	</entry>

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